
da sinistra
il vincitore Antonio Prete, il presidente del Premio Metauro Umberto
Piersanti e il Presidente della Comunità Montana dell'Alto
e Medio Metauro Gabriele Giovannini |
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Quattordicesima
edizione. “Menhir”
(Donzelli), opera poetica di Antonio Prete, nato nel Salento,
ma vive a Siena da anni, ha letteralmente affascinato e incantato
le cento persone, dai 14 ai 90 anni, componenti della giuria popolare
del Premio Letterario Metauro. Così nel suggestivo Teatro
Sanzio di Urbino, sabato sera, con pochi voti di scarto dal secondo
classificato (il poeta Tiziano Borgiato), Prete si è aggiudicata
la quattordicesima edizione del premio di poesia dedicato allo
storico fiume che ha visto, lungo le sue sponde, la sconfitta
di Asdrubale e dei Cartaginesi ad opera dell’esercito Romano.
Antonio Pretea conta la suo attivo una serie di pubblicazioni
tra saggi, libri di narrativa e traduzioni in versi.
“Quella di Prete –ha affermato Umberto Piersanti,
Presidente del Premio- è una poesia che con voce classicamente
composta interroga il mondo e forse lo stesso cosmo: la riflessione
filosofica che da sempre gli appartiene non impedisce l’impatto
emotivo con lo spessore delle cose”.
Premiati, oltre a Prete, anche gli altri finalisti: Antonella
Anedda con ‘Dal balcone del corpo’ (Mondatori), Tiziano
Borgiato con ‘Anticipo della notte’ (Marietti), Marco
Ferri con ‘Discorsi in cucina’ (Aragno). Un riconoscimento
speciale è andato al finalista Antonio Santori con ‘La
linea alba’ (Marsilio), recentemente scomparso e quindi,
da regolamento, escluso dalla votazione popolare.
La rosa finale del Metauro è stati scelta, alcuni mesi
fa dalla giuria tecnica, presieduta dal poeta urbinate Umberto
Piersanti, Eugenio De Signoribus (poeta), Bianca Garavelli (scrittrice
e critica letteraria), Feliciano Paoli (direttore del Museo Civico
e Biblioteca di Urbania), Paolo Ruffilli (poeta). I libri dei
finalisti sono stati poi consegnati alla giuria popolare, ma le
schede per la votazione sono state distribuite solo nel corso
della cerimonia tenutasi sabato pomeriggio Teatro Sanzio di Urbino,
dopo che i finalisti, chiamati sul palco, hanno letto i loro versi
e dialogato con il pubblico. Da qui lo spoglio è la nomina
del vincitore.
Nel corso della cerimonia, dopo il saluto delle diverse autorità
intervenute, tra cui l’assessore regionale alla cultura
Luigi Minardi, quello alla Provincia Simonetta Romagna, del comune
di Urbino Lella Mazzoli e il Presidente della Comunità
Montana dell’Alto e Medio Metauro Gabriele Giovannini, sono
stati consegnati i riconoscimenti speciali a personaggi marchigiani
che si sono elevati nei propri ambiti sociali, permettendo così
di far conoscere l’entroterra pesarese o che si sono adoperati
per questo lembo di Marche. Questa edizione ha visto salire sul
palco l’artista Oscar Piattella per la sua ultima opera
dei tre volumi della Divina Commedia. Premiato per segnalazione
del comune di Urbino anche l’artista Carlo Ceci, che non
ha potuto presenziare causa malattia.
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’intera manifestazione,
dimostrata dalla presenza di un folto pubblico in sala oltre alla
giuria, è stata espressa dall’assessore alla cultura
del comune di Urbino Lella Mazzoli.
<Il ‘Metauro’ è un’iniziativa che
dura da oltre quattordici anni –ha evidenziato Umberto Piersanti,
anima del premio- un ottimo traguardo ottenuto con numerose difficoltà,
grazie all’onestà di questo Premio, alla sua crescita
costante contrassegnata da numerose difficoltà soprattutto
economiche, ma che oggi vanta riconoscimenti nazionali, entrando
di diritto tra le iniziative culturali più prestigiose
della nostra Regione. Un successo nato dal basso, grazie anche
a una mancanza di autoreferenzialismo verso il Premio da parte
del principale protagonista, la Comunità Montana. Senza
poi dimenticare la crescita e diffusione culturale legata alla
distribuzione di centinai di libri tra la popolazione, cosa non
da poco>.
Presenti alla cerimonia tutti i sindaci e numerosi assessori dei
diversi comuni della zona, docenti universitari e personaggi del
mondo culturale e artistico del pesarese. |
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