
da sinistra il
sindaco di Borgo Pace Marco Moretti, sopra Marco Capetti, Luca Dini
direttore di Vanity Fair, accanto Gianni Rosseti e l’assessore
alla cultura Cm Costantino Diotalevi, il vincitore Giancarlo Pontiggia
e in primo piano Umberto Piersanti e il neo Presidente della Comunità
Montana Alto e Medio Metauro Gabriele Giovannini |
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Tredicesima
edizione. Giancarlo Pontiggia, classe 1952 milanese,
è il vincitore della XIII edizione del Premio di letteratura
e poesia Metauro. A decretare la vittoria del “Bosco del
tempo” di Pontiggia, edito da Guanda, è stata, la
sera del 11 novembre, nella suggestiva Abbazia di Lamoli di Borgo
Pace, la giuria popolare composta da un centinaio di persone dai
14 ai 90 anni provenienti dai nove comuni della Comunità
Montana Val Metauro.
Pontiggia,
insegnante di letteratura italiana e latino in un liceo classico
milanese, nella sua carriera ha pubblicato diverse raccolte di
poesie, saggi e interventi, traduce dal francese e dalle lingue
classiche per le più autorevoli e prestigiose case editrici
italiane.
“Un
gusto favoloso e un’aspirazione al canto animano i versi
di Pontiggia –ha affermato Umberto Piersanti, Presidente
del Premio- ai grigi e ai bianchi della tradizione lombarda, questo
poeta milanese appone la ricchezza dei colori e la straordinaria
varietà delle forme viventi. Il suo successo al Metauro
è stato evidente, anche se combattuto durante lo spoglio
delle schede di voto, infatti quest’anno tutti i poeti hanno
ottenuto consensi di pubblico e giudizi positivi, anche se Pontiggia
ha staccato sul finale gli altri poeti aggiudicandosi questa edizione”.
La
giuria tecnica, composta dal poeta Umberto Piersanti (Presidente),
Eugenio De Signoribus (poeta), Bianca Garavelli (scrittrice e
critica letteraria), Feliciano Paoli (direttore del Museo Civico
e Biblioteca di Urbania), Paolo Ruffilli (poeta), aveva indicato
cinque finalisti: Pierluigi Bacchini con “Contemplazioni
meccaniche e pneumatiche” (Mondadori), Danilo Bramati con
“Nel cuore della luce” (Moretti e Vitali), Giuseppe
Conte con “Ferite e rifiorite” (Mondadori), Valerio
Magrelli con “Disturbi del sistema binario” (Einaudi)
e infine Pontiggia. Va aggiunto che Conte, assente per impegni
a Parigi, è stato eliminato dalla votazione finale, come
prevede il regolamento del premio Metauro.
Tornando
al Metauro, dopo il saluto delle diverse autorità locali,
provinciali e regionali, sono stati consegnati tre riconoscimenti
a personaggi marchigiani che si sono elevati nei propri ambiti
sociali, permettendo così di far conoscere l’entroterra
pesarese o che si sono adoperati per questo lembo di Marche. Questa
edizione ha visto salire sul palco Luca Dini, direttore della
rivista Vanity Fair, natio di Borgo Pace, per il successo dimostrato
attraverso la diffusione e il consenso ottenuto attraverso le
vendite del settimanale che guida. Premiato Mario Capetti, ex
insegnante e consigliere comunale di Borgo Pace. A Capetti è
stata riconosciuta la caparbietà e l’impegno di aver
saputo ideare e portare avanti la realizzazione del giornale locale
di Borgo Pace ‘Il Bottaccio’, un’opera che continua
ancor oggi con la fase di raccolta, catalogazione e presto pubblicazione
in un unico volume del giornalino locale, testimonianza viva delle
tante storie, avvenimenti e vicende che hanno visto protagonista
l’intera comunità locale. Infine, per l’impegno
profuso della promozione divulgazione del territorio dell’alta
Val Metauro attraverso il suo lavoro, un premio speciale è
stato consegnato a Gianni Rossetti, giornalista Rai e Presidente
dell’Ordine dei Giornalisti Marche.
" Il
‘Metauro’ è un’iniziativa che dura da
oltre dieci anni –spiega Costantino Diotalevi, assessore
alla cultura Comunità Montana Alto Metauro- un ottimo traguardo
ottenuto con numerose difficoltà, grazie all’onestà
di questo Premio, alla sua crescita costante contrassegnata da
numerose difficoltà soprattutto economiche, ma che oggi
vanta riconoscimenti nazionali entrando di diritto tra le iniziative
culturali più prestigiose della nostra Regione. Un successo
nato dal basso, ma una mancanza di autoreferenzialismo verso il
Premio da parte del principale protagonista, la Comunità
Montana. Senza poi dimenticare la crescita e diffusione culturale
legata alla distribuzione di centinai di libri tra la popolazione,
cosa non da poco".
Alla
kermesse letteraria di Borgo Pace hanno preso parte numerosi politici
provinciali, volti noti nell’ambito culturale e letterario,
critici e scrittori, giornalisti del settore, nonché universitario
della regione Marche. |
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